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Itinerarium Rosaliae – iI cammino di Santa Rosalia diventa un percorso turistico religioso

II cammino di Santa Rosalia diventa un percorso turistico religioso ed attraverserà anche il territorio di Santo Stefano di Quisquina.

Domani pomeriggio alle 15.30 infatti, è in programma la presentazione dell’Itinerarium Rosaliae al Santuario di Monte Pellegrino a Palermo.

«L’tinerarium Rosaliae  – spiegano gli organizzatori – è un cammino religioso e naturalistico alla scoperta dei luoghi in cui ha vissuto e si è rifugiata la santa. II percorso, praticabile a piedi, in bici o a cavallo, attraversa 3 riserve naturali (Ficuzza, Serre della Pizzuta, Monte Pellegrino), il Parco dei Monti Sicani e 15 Comuni per un totale di oltre 180 chilometri, collegando il Santuario di Santa Rosalia di Montepellegrino e l’Eremo, di Santo Stefano di Quisquina».
Il progetto è stato promosso dall’Assessorato Regionale all’Agricoltura, grazie ad un finanziamento del PSR 2007-2013.
Alla conferenza stampa parteciperanno l’assessore regionale all’Agricoltura Antonello Cracolici, l’Arcivescovo di Palermo, Mons. Corrado Lorefice, i rappresentanti delle diocesi di Agrigento, Monreale e Piana degli Albanesi, i sindaci di Palermo, Altofonte, Bisacquino, Bivona, Burgio, Campofiorito, Castronovo, Chiusa Sclafani, Contessa Entellina, Corleone, Monreale, Palazzo Adriano, Piana degli Albanesi, Prizzi, Santo Stefano di Quisquina e i rappresentanti dei Gal dei territori coinvolti. L’eremo di santo Stefano, è stato coinvolto in questo percorso perchè la storia racconta che, scappata da Palermo, Rosalia si rifugia in una piccola grotta aperta nella roccia sul fianco nord del Monte Quisquina, facente parte della catena dei Monti Sicani che separala provincia di Palermo da quella di Agrigento. Dopo il miracolo della peste di Palermo (1624), la fama della Santuzza crebbe così tanto da spingere due muratori palermitani, che lavoravano alla costruzione del convento Domenicano di Santo Stefano Quisquina, ad addentrarsi nei boschi del Monte Quisquina alla ricerca di tracce della Santa, trovando un’inscrizione in latino arcaico che testimoniava la presenza della santa in quella grotta

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