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Il Paese
si
trova nella maestosa e amena valle del Magazzolo. Sorge
a 732 metri sul livello del mare e dista 73 chilometri
da Agrigento.
Il
territorio ricco di acque e di terre fertili ha subito
diverse dominazioni e civiltà (sicane, musulmane,
normanne, austriache e spagnole), ma i primi dati certi
risalgono al 1729 quando il paese venne dedicato a S.
Stefano, probabilmente perché l’area è coronata da
monti, dal greco “STEFANOS” che vuol dire corona.

Prima
della sua fondazione, alcuni documenti attestano
l'esistenza di un casale Sancti Stephani appartenuto,
già nel X secolo alla famiglia Sinibaldi. Il primo
signore di Santo Stefano, di cui sappiamo il nome, fu
Giovanni di Caltagirone, che visse ai tempi del regno di
Federico II di Aragona (1296-1337). A Giovanni successe
il figlio Nicola, che viene ricordato per avere
edificato un fortilizio a protezione del nuovo casale.
Ad Antonio Caltagirone seguirono Giovanni e Ruggero
Sinibaldi. Quest'ultimo si ribellò al re Martino
d'Aragona ed i suoi beni furono confiscati e devoluti
alla Reale Corona. Ruggero Sinibaldi era sposo di Maria
Guiscarda, parente di Ruggero II, re dei Normanni. Dal
loro matrimonio nacque Rosalia, proclamata santa e
patrona del paese. Nel 1396 divenne signore del paese
Guiscardo de Agljs. Questa famiglia mantenne il potere
in città sino al 1504 quando l'ultima erede, Giovanna,
andò in sposa a Giovanni Larcan e i Larcan divennero i
nuovi baroni del territorio. Nel 1549 Vincenzo Larcan
vendette la baronia e gran parte dei suoi beni al
Protonotaro del Regno di Sicilia, Alfonso Ruiz, che fece
dono della baronia alla madre Elisabetta nel 1574.
Essendo, questa, moglie di Carlo Ventimiglia, nel 1599
ogni diritto transitò alla famiglia Ventimiglia e Pietro
Ventimiglia (figlio di Elisabetta e Carlo) fu investito
della baronia il 16 settembre 1599. Intanto il casale
andava trasformandosi in un vero paese. I Ventimiglia
dominarono a lungo, sopravvissero anche ad eventi
luttuosi. Il paese ebbe un particolare sviluppo sotto
Giuseppe Emanuele Ventimiglia. Assunse definitivamente
la denominazione di S. Stefano Quisquina il 4 gennaio
1863. Sono da visitare le belle costruzioni del
Settecento e in particolare
e la
Chiesa Madre del XVI secolo dedicata a S. Nicola di
Bari che conserva un Crocifisso ligneo intagliato,
la
Chiesa del Santuario di
Santa Rosalia, posto in luogo ameno, ricco di
vegetazione e situato tra i monti Cammarata e delle
Rose. Insigni
sono le architetture urbane come il Palazzo Baronale dei
Ventimiglia del 1745 e la splendida
Fontana del
XVIII secolo sita in piazza Castello.
Il territorio è, in gran parte, adibito a
pascolo. Non manca l'attività artigianale. |